Costellazioni familiari: un viaggio nel new weird

Costellazioni familiari di Ana Llurba, edito in Italia da Eris Edizioni nel 2022, è un testo unico nel suo genere. Dopo aver vinto il Premio Celsius, indetto dalla Semana Negra de Gijón, Llurba è stata finalista del Premio Finestres di Narrativa.

Indubbiamente, è impossibile rimanere impassibili davanti a un testo simile. Si tratta di una raccolta degna di nota, impossibile da incasellare in un solo genere. A questo proposito ci viene in soccorso l’autrice stessa, che ha inserito la sua raccolta sotto l’egida del nuovo gotico latino-americano. Si tratta di un genere letterario emerso negli ultimi anni, che va a fondere realismo magico, elementi cupi e atmosfere oniriche.

Un dato importante, prima di proseguire nell’analisi del testo, sono le splendide illustrazioni di Darkam, che arricchiscono ogni racconto. Solo così è possibile comprendere la particolarità dell’opera nella sua interezza.

Il realismo magico: a metà fra il reale e l’onirico

Come già sottolineato, quello di Ana Llurba è un mondo onirico. Qui le protagoniste sono soprattutto donne, e ciascuna di esse si riprende quello spazio che la società le ha sempre negato.

I racconti hanno tutti al centro delle tematiche di natura femminile e femminista, spesso facenti riferimento al quotidiano: amicizia, sessualità e maternità. Ma, come detto in precedenza, tutto questo si intreccia con lo straordinario: le dimensioni si confondono, e i personaggi devono confrontarsi con l’ancestrale e il simbolico. Fondamentale è la dimensione della ritualità, tema ricorrente in tutte le sue accezioni: esseri umani e non umani devono entrare in contatto e confrontarsi gli uni con gli altri.

Il racconto che dà il nome alla raccolta – Costellazioni familiari – ha al centro proprio l’elemento del rito come ritorno alla dimensione naturale. È attraverso la scoperta della ritualità che la protagonista riscopre quella maternità che, all’inizio del racconto, non sentiva come sua.

Sulla stessa linea, è commovente il racconto su Maria di Nazareth: Ana Llurba restituisce alla madre di Cristo la sua voce, raccontando la sua sofferenza dopo la morte del figlio prediletto.

Alla base di ogni racconto vi è la necessità di cambiare la propria situazione di partenza: tutti i protagonisti vanno incontro ad un processo di redenzione, in un modo o nell’altro. Proprio come il caso della protagonista di Costellazioni familiari: solo alla fine del racconto riscoprirà quella connessione con le sue figlie neonate che pensava di aver perduto.

Molto comune nella raccolta è anche il tema della trasformazione del corpo: questi vengono riscoperti sotto ad un’ottica differente, alla luce dei movimenti femministi. Il corpo è centrale, ed è necessario sottolinearne l’enorme valenza politica. Ogni corpo che cambia diventa motore di una storia che travalica i limiti della comprensione umana, aprendo così la strada all’onirico e alla trasfigurazione.

Considerazioni stilistiche

La grande abilità stilistica della Llubra merita, senza dubbio, di essere presa in esame. Per trattare tematiche di questa complessità non basta, infatti, scrivere bene.

Le parole sono qui un turbine che portano il lettore a non riuscire a poggiare il libro. Quanto di ciò che stiamo leggendo è reale? Quanto frutto dell’immaginazione della protagonista?

Ogni racconto racchiude dentro di sé un universo di simboli ancestrali che solo la scrittura della Llurba riesce a restituire. Con poche parole, ha il potere di delineare nella mente del lettore un quadro vero e proprio. Inoltre, le splendide illustrazioni di Darkam consentono di visualizzare ogni racconto in tutti i suoi dettagli più onirici.

In sintesi, se avete amato libri come Decluna di Federica Leonardi (di cui trovate qui la recensione), Costellazioni familiari è un testo imprescindibile. Il mondo della letteratura weird a carattere femminile ha trovato, nell’opera della Llurba, un vero e proprio gioiello. Non è possibile restituire la bellezza dell’ordinario, che nasconde dentro di sé un universo ricco di simboli e magia.