Corregidora: il dovere della memoria secondo Gayl Jones

Corregidora è un romanzo brutalmente onesto, a volte dolorosamente crudo, che esplora i temi della razza, della sessualità e delle ripercussioni della schiavitù.

Autore: Gayl Jones
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Data di pubblicazione: Maggio 2023
Numero di pagine: 192

Originariamente pubblicato nel 1975, segue la storia di Ursa Corregidora, una cantante blues del Kentucky. Il romanzo si apre con Ursa che racconta un episodio di violenza che ha subito per mano di suo marito, Mutt, che le lascia ferite fisiche e psicologiche che le cambieranno la vita.

Dopo una serata all’Happy’s Café, Mutt, ubriaco sia di alcol che di gelosia, spinge sua moglie giù per le scale mentre sta uscendo dal club. Ursa, gravemente ferita perde il bambino che porta in grembo ed è costretta a sottoporsi a un intervento d’urgenza che la rende sterile.

Dopo questo episodio, la fine del matrimonio con Mutt è inevitabile, e dopo essere stata dimessa dall’ospedale si rifugia temporaneamente presso Tadpole, il proprietario del locale in cui lavora. Nel tempo instaurerà una relazione con Tadpole che diventerà sempre più tesa: litigi frequenti per il sesso e la sterilità di Ursa diventano un dolore costante per lei e un promemoria della violenza subìta. Col tempo questo matrimonio diventerà distruttivo proprio come il primo.

Le tematiche di Corregidora

Ursa è una cantante blues consumata da un odio ereditario per il padrone di schiavi portoghese Corregidora, che dopo aver abusato della sua bisnonna, ha generato sua nonna e sua madre. Ursa fatica a ritrovarsi all’interno delle storie che le raccontano le due donne, ed è stata severamente accusata da quelle stesse donne della sua famiglia di non poter “creare generazioni” che possano testimoniare gli abusi del passato. Queste storie orali con cui Ursa è cresciuta hanno formato la donna che è, un ricordo ancestrale che è la sua eredità.

Attraverso Ursa, Gayl Jones sonda l’esperienza del trauma storico e in corso, le vite delle donne coinvolte in cicli di violenza, impantanate nelle forme di ripetizione compulsiva che così spesso accompagnano un’immensa sofferenza. I loro corpi sono un luogo del ricordo e una testimonianza del dolore, ossessionati dal raccontare le loro storie, storie che infettano il loro presente e il futuro.

Per Ursa questa eredità ostacola la sua capacità di soddisfare i suoi desideri o di stabilire connessioni significative, il sesso per lei è inestricabilmente aggrovigliato con immagini di controllo e brutalità. Cantare è il solo modo che ha per sfogarsi ed esprimere ciò che sente veramente.

Gayl Jones è brillante nel ritrarre la realtà psicologica delle relazioni ineguali tra uomini e donne di colore in questo periodo. Gran parte del linguaggio usato soprattutto riguardo al sesso e alle relazioni è abbastanza misogino e oggettivante. Vediamo Ursa schiava degli uomini come lo erano sua madre, sua nonna e sua bisnonna.

Un romanzo rivoluzionario per l’epoca

Il primo romanzo di Gayl Jones, Corregidora (1975), è stato allo stesso tempo scioccante e rivoluzionario nel suo sondare l’eredità psicologica della schiavitù e della proprietà sessuale attraverso la vita di un cantante blues del Kentucky.

Pubblicato quando Jones aveva 26 anni, precedette The Color Purple di Alice Walker e Beloved di Toni Morrison, rivelando un’emancipazione incompiuta e il potere della memoria storica di plasmare vite. Ha anche segnato un cambiamento nella letteratura afroamericana che ha reso centrali le donne e le relazioni tra i neri.

Corregidora a volte è brutale, ma è raccontato in modo abbastanza perfetto e realistico. Ursa è un’eroina meravigliosamente resiliente, coinvolgente e memorabile.