Cormac McCarthy: il gigante letterario che ha influenzato una generazione di scrittori e cineasti

Cormac McCarthy, il gigante letterario le cui visioni violentemente nichiliste dell’America hanno influenzato una generazione di scrittori e cineasti, è morto martedì 13 giugno per cause naturali nella sua casa di Santa Fe, all’età di 89 anni.

Estremamente riservato e solitario, lo scrittore ha rilasciato ben poche interviste nel corso della sua vita; notoriamente detestava parlare dei suoi libri, che presentavano principalmente personaggi maschili e violenza profusa.

Tuttavia, l’adattamento di Joel ed Ethan Coen del 2008 del romanzo Non è un paese per vecchi lo ha messo momentaneamente sotto i riflettori; il thriller poliziesco, interpretato da Tommy Lee Jones, Javier Bardem e Josh Brolin, ha vinto l’Oscar come miglior film, regista, sceneggiatura adattata e attore non protagonista.

Non è un paese per vecchi non è stato l’unico romanzo ad essere riadattato sul grande schermo, infatti anche Cavalli selvaggi, La strada, Figlio di Dio e The Counselor hanno avuto la loro versione cinematografica.

Il suo romanzo vincitore del Premio Pulitzer “La strada”, ha ulteriormente catapultato McCarthy verso la popolarità, grazie in parte a Oprah Winfrey che ha selezionato il romanzo per il suo club del libro. McCarthy, a sua volta, ha concesso a Oprah la sua prima e unica intervista televisiva.

Ma cosa ha reso Cormac McCarthy così celebre?

Conosciuto per la sua prosa nitida, la visione inquietante dell’umanità, l’approccio intransigente alla morte e alla violenza – e la ribellione contro le virgolette e i punti e virgola – McCarthy è stato celebrato come uno dei principali autori americani del suo tempo.

Per quanto riguarda la sontuosa quantità di violenza nel suo lavoro, McCarthy disse a Vanity Fair nel 2005 che sentiva che la morte era il motivo principale al centro di tutte le nostre vite.

“La morte è il problema principale del mondo. Per te, per me, per tutti noi. Lo è e basta. Non poterne parlare è molto strano”.

Ha scritto in modo molto convincente di uomini, spesso giovani, con una prosa sia cruda che lirica. Le ambientazioni dei suoi libri riguardano principalmente il Grande West americano ma il romanzo La strada presenta un’ambientazione tutta sua.

Da quanto rilasciato nell’intervista con Oprah, McCarthy ha dichiarato che il libro, dedicato all’allora giovane figlio è stato concepito mentre si trovava a El Paso, in Texas, mentre guardava fuori dalla finestra dell’hotel. In quella circostanza scrisse poche pagine e solo qualche anno dopo, riprendendo in mano il progetto, si rese conto che quelle pagine potevano essere l’inizio di una grande storia, di un libro su un uomo e suo figlio che viaggiano attraverso un paesaggio cinereo e apocalittico.

La strada è stato inserito anche nella lista dei 100 classici di nuova generazione proposta da Feltrinelli.

McCarthy è rimasto attivo fino alla sua morte, pubblicando due romanzi “Il passeggero” e “Stella Maris” nel 2022. Le sue opere continuano a ispirare i cineasti, infatti è stato annunciato un riadattamento cinematografico del suo romanzo “Meridiano di sangue” del regista John Hillcoat (lo stesso regista del film La strada).