Cinque racconti da Shakespeare di Charles e Mary Lamb

La nascita di un’opera

Charles e Mary Lamb ebbero una vita tragica e il loro ruolo nella storia della letteratura viene definito secondario. Charles, sin dall’infanzia, aveva un temperamento malinconico e fu ricoverato per breve tempo in un ospedale psichiatrico. Mary accoltellò la madre, a causa dello squilibro mentale di cui soffriva e “a causa di quella follia che a volte imprevedibilmente divampa”, come afferma Sciascia, Charles Lamb rimase indissolubilmente legato a lei, prendendosi cura della sua salute precaria costituita da ricoveri frequenti e precludendosi una vita privata. Da una terribile vicenda familiare  e da un drammatico passato nacque un vincolo molto più profondo tra fratello e sorella, un vincolo solidale che li condusse a condividere amicizie (con Samuel Taylor Coleridge già compagno di studi di Charles, William e Dorothy Wordsworth, Percy Byshe Shelley, William Hazlitt, Leigh Hunt), interessi e anche collaborazioni letterarie.

Charles Lamb studiò profondamente Shakespeare e scrisse articoli e saggi sulle sue opere, diffuse le opere di tutti gli autori del teatro Elisabettiano con una antologia commentata intitolata Specimens of English Dramatic Poets Who Lived About The Time of Shakespeare (Esempi di poeti drammatici inglesi che vissero al tempo di Shakespeare) . L’editore William Godwin propose a Mary Lamb di adattare una ventina di opere shakespeariane in racconti per l’infanzia  per la sua Children’s Library e così i due fratelli si suddivisero il lavoro: Mary si occupò di adattare le commedie e Charles  adattò le tragedie. Tales from Shakespeare apparve nel 1807 con il nome di Charles Lamb e si conquistò il posto tra i più affermati classici per l’infanzia.

I fratelli Lamb, nell’operazione di adattamento ridussero il numero dei personaggi, abolirono gli intrecci secondari, rinunciarono ai dialoghi, posero un’introduzione immediata sia ad apertura del racconto sia al culmine tematico della vicenda e parafrasarono le espressioni più difficili cercando di mantenere l’originalità del linguaggio. Per quanto riguarda le commedie, Mary dovette svolgere un lavoro più complicato, riducendo e semplificando con più forzature rispetto alle tragedie. Nella prefazione ai Cinque racconti da Shakespeare, Sciascia sostiene che i due fratelli decisero di adattare delle tragedie di Shakespeare per i bambini forse perché inconsciamente desideravano ritrovare la loro infanzia e cancellare un passato indimenticabile. I racconti all’interno dell’edizione Sellerio sono: Romeo e Giulietta, la tragedia dei due giovanissimi amanti appartenenti a famiglie nemiche di Verona, i Montecchi e i Capuleti; Amleto, la tragedia di Amleto che finge di essere folle per trovare l’assassino del padre;  Re Lear, la tragedia di Re Lear che dividendo il proprio regno tra le sue tre figlie finisce per perdere l’unica figlia che l’ha amato; Il racconto d’inverno,  la tragicommedia che vede protagonista la gelosia divorante e l’amore accecante; e La tempesta, la commedia delle arti magiche e del trionfo dell’amore filiale.

C’era un salice che cresceva curvato su un ruscello, nelle cui acque rifletteva le sue foglie. A questo ruscello la fanciulla s’era avvicinata, sfuggendo alla sorveglianza, recando in mano una ghirlanda di margherite e ortiche, da lei stessa intrecciata; e nel tentativo di appendere la ghirlanda ai rami del salice, un ramo s’era spezzato, facendo precipitare in acqua la fanciulla, la sua ghirlanda, e gli altri fiori che aveva raccolti. Per un poco gli abiti l’avevano tenuta a galla, e lei aveva cantato brani di vecchie canzoni, come se non si rendesse conto del pericolo, o si trovasse nel suo elemento naturale; poi il vestito appesantito dall’acqua l’aveva strappata ai suoi canti melodiosi, trascinandola a morire nel fango.

Nella prefazione ai Cinque racconti Sciascia sostiene:

Raccontano Shakespeare ai bambini, ai bambini le tragedie di Shakespeare. Una follia. Una follia non priva di metodo direbbe Amleto. Non priva di bellezza, possiamo noi dire.

Un’opera imperfetta ma realistica

E proprio di questa bellezza, una bellezza fulgida, brillano i racconti che sembrano possedere da sempre una natura da racconti e non una natura da opere teatrali. Di quale metodo folle parla, Sciascia? Quello del narrare ai bambini storie spesso terribili, con semplicità e linearità, riempiendoli di meraviglia e appassionandoli a quello che è lo straordinario risultato di grandissime opere, frutto della penna di Shakespeare. Potrebbe sembrare scabroso raccontare di Ofelia e della sua morte estremamente simbolica, o di Amleto che uccise lo zio e venne ferito a morte, ma con parole assolutamente accurate, con la sensazione di venire quasi cullati dolcemente con una ninna nanna, il racconto procede e tiene i bambini incollati e stupiti, li incuriosisce e li attira. Forse nell’intento dei fratelli Lamb, pur definendo l’opera ‘racconti imperfetti’, vi era una visione pedagogica profonda, secondo la quale è meglio non tenere i bambini lontani da concetti come la morte, l’odio o la violenza, perché fanno parte della vita e mostrando loro che questi concetti possono essere conosciuti per la prima volta anche attraverso la lettura di grandi opere, che non sono ‘riservate’ soltanto agli adulti per via del linguaggio elevato e dei temi consistenti .

I racconti per l’infanzia in genere hanno sempre costituito un varco attraverso la fantasia, hanno sempre posseduto una vena di magia e una certa poeticità che difficilmente può essere raffigurata in altre tipologie di testo, forse riservate ad un pubblico di diversa età. Leggere un racconto per l’infanzia costituisce per i bambini lo sviluppo dell’immaginazione e della creatività, instilla interesse e curiosità, conduce successivamente verso una cultura più alta, verso la lettura di moltissimi altri testi che rappresenteranno la ‘cultura personale’ del bambino divenuto individuo. Per questo motivo Charles e Mary Lamb sono inseriti tra gli scrittori più importanti della letteratura per l’infanzia inglese e internazionale, e il loro tragico passato non è riuscito e non riuscirà mai a scalfire la loro grandezza.

“Suggo, ove l’ape sugge, pur io,
in un’auricola è il letto mio
quando i gufi fan stridio.
Sul dorso a una nottola volo giulìo
Dietro l’estate che dice addio.
Giulìa, giulìa la mia vita si chiami
Sotto i fiori che pendon dai rami.”