Centro di gravità permanente – Viaggio ai confini del sapere

Il testo di Mario Russo pubblicato dalla casa editrice Kimerik nella collana Officine delle idee, ha uno scopo informativo – divulgativo su alcuni dei temi portanti della fisica. Centro di gravità permanente – un viaggio ai confini del sapere è accessibile a chiunque, anche per coloro che non hanno nozioni di alcun tipo, in quanto l’autore coniuga un linguaggio semplice e chiaro alla complessità dei temi trattati.
L’autore ci regala un testo brillante, semplice e spiritoso, che coinvolge e appassiona. Il testo è arricchito da immagini evocative che ci permettono di “osservare” gli argomenti, anche per una maggiore comprensione dei concetti spiegati.

I capisaldi della fisica

I primi tre capitoli del libro sono essenzialmente descrittivi, pensati per tutti coloro che si avvicinano alla fisica o per avere una conoscenza più vasta sullo spazio – tempo, la materia, l’energia oscura e i buchi neri.

Il primo capitolo nello specifico si incentra sulle grandi teorie che si sono succedute nel corso del tempo e che hanno portato alle grandi scoperte attuali. Dallo spazio – tempo quantistico, al preludio della teoria della relatività e in conclusione con il tentativo di grandi menti di unificare due teorie apparentemente inconciliabili.

Il secondo e il terzo capitolo sono quelli più affascinanti che cercano di rispondere a molti dei grandi quesiti che attanagliano l’uomo. Basti pensare al suono dell’universo, la musica delle sfere, l’energia oscura, il multiverso e i buchi neri.

Il fulcro dell’opera: il capitolo 4

Il capitolo quattro sembrerebbe discostarsi dai precedenti, in quanto presenta un carattere prettamente filosofico. In realtà, dalle parole dell’autore emerge una chiara volontà nel porre in continuità i grandi pensatori del passato con la scienza contemporanea: alla base della trattazione, vi è la consapevolezza che gli uomini sono animati sempre dai medesimi interrogativi, nonostante le grandi distante geografiche e temporali che li separano. Tanti sono gli uomini, ma uno è l’essere umano.

In queste pagine, l’autore ripercorre i grandi interrogativi che sono stati protagonisti della storia del pensiero: l’esistenza – o la non-esistenza- di un divino, il complesso rapporto spazio-tempo, il presunto carattere illusorio della realtà e, primo fra tutti, la ricerca di una verità.

Il concetto stesso di verità, come ben evidenziato da Russo, è problematico. Fiumi di inchiostro sono stati scritti su di essa, eppure non se ne possiede ancora una definizione vera e propria. Ed è a questo proposito che viene introdotto l’annoso dibattito fra scienza e fede: al giorno d’oggi, la concezione comune non crede sia possibile conciliare una fede religiosa con la ferrea e rigorosa scienza. L’una esclude l’altra. Ed è qui che Mario Russo individua l’errore: intendere la scienza come qualcosa di oggettivo e immutabile è controproducente. Essa non può essere intesa attraverso la categoria dell’immobilismo, poiché è in una costante evoluzione, continuamente sottoposta al giudizio del pensiero critico. Senza quest’ultimo, non è possibile fare scienza. All’interno della definizione della stessa, vi è la sua messa in discussione.

Il vero scienziato è, dunque, colui che non si affida a verità assolute, ma critica – nel senso etimologico del termine – ogni informazione che gli giunge. Egli desidera ardentemente giungere alla verità, ma sa che è il processo dialettico che conduce ad essa che fa la differenza.

Vite da rivoluzionari

Mario Russo conclude il volume con un capitolo dedicato ai geni della Storia, tentando di smascherare l’alone di misticità che aleggia su tali figure. Anche questi capitoli sono descrittivi, sono una sorta di cronistoria delle loro attività, eventi e curiosità.
Ripercorrendo le tappe fondamentali del loro percorso. Conosceremo le vite ad esempio di Einstein, Schrödinger, Oppenheimer, Hawking e molti altri.

In conclusione il testo è accessibile e adatto a tutti i curiosi e affascinati dall’ignoto, ma anche ai veterani appassionati di scienza.
Insomma è un’opera completa, singolare, da cui trapela tutto l’amore e la passione dell’autore che l’ha composta.