19 Aprile 2024

Cenerentola è morta: anti-fiaba queer, femminista e moderna

Con Cenerentola è morta (Cinderella is dead), edito da Fandango, Kalynn Bayron riscrive, scompone e ricostruisce un classico intramontabile. In questo modo crea un’opera ammaliante ricca di colpi di scena e dalle sfumature dark, che ricorda quasi le vibes delle fiabe dei fratelli Grimm. Come se non basasse, in 368 pagine riesce a fondere perfettamente elementi fantasy, romance e distopici con tematiche queer e femministe.

Preparatevi a conoscere e ritrovare personaggi vecchi e nuovi in una veste completamente diversa e intrigante, piacevolmente sorprendente, fresca e inaspettata. Gli amanti del genere non saranno delusi e anzi avranno nuovi spunti e punti di vista alternativi.

Cenerentola è morta

Trama

Sono passati duecento anni da quando Cenerentola ha trovato il suo Principe Azzurro, ma la favola è finita. Le ragazze del regno ora devono partecipare al ballo annuale per essere scelte dagli uomini in virtù della loro bellezza ed eleganza.

Tutte si affannano per trovare un pretendente con il quale comporre il match perfetto, le ragazze la cui mano non viene reclamata scompaiono nel nulla.

Sophia, sedici anni, preferirebbe di gran lunga sposare Erin, la sua migliore amica, piuttosto che sfilare davanti ai corteggiatori. Durante il ballo decide quindi di fuggire, rischiando la propria stessa vita, e dopo una lunga corsa nel bosco si rifugia nel mausoleo di Cenerentola. Lì un incontro inaspettato la porterà a scoprire qualcosa che nella tradizione è rimasto segreto, la vera storia di Cenerentola, da secoli tenuta nascosta.

It’s risky… But sometimes that’s the only way to get things done. Take the risk, light the fuse. Onward.

La favola è finita: tra lotte al patriarcato, femminismo e ribellione

La storia si svolge nel regno di Mersailles, dove la storia di Cenerentola è diventata una leggenda distorta e oppressiva. Ogni anno, le giovani ragazze sono obbligate a partecipare al Ballo Annuale, una sorta di rituale in cui vengono scelte come spose, seguendo il modello di Cenerentola e il Principe Azzurro.

Tuttavia, la protagonista, Sophia, non accetta passivamente questa tradizione e cerca di ribellarsi, combattendo strenuamente per rimanere fedele a se stessa, essere libera e autentica. Intraprendente e coraggiosa, decide di sfidare il sistema e scopre che dietro la favola di Cenerentola c’è una realtà molto diversa e ben più oscura.

La storia segue la sua lotta per la verità e la sua determinazione nel rovesciare un regime oppressivo, affrontando sfide e rivelazioni lungo tutto il cammino. In questo, Cenerentola è morta presenta un intrigante parallelismo con Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood. Infatti, il mito della sottomissione femminile, del regime totalitario, della ribellione contro sistemi oppressivi, dell’autodeterminazione e del concetto di manipolazione della storia a fini politici, sono punti salienti presenti in entrambe le opere.

I think sometimes we make the mistake of thinking monsters are abhorrent aberrations, lurking in the darkest recesses, when the truth is far more disturbing. The most monstrous men are those who sit in plain sight, daring you to challenge them.

“Run the world, girls”, un monito per la società odierna

Cenerentola è morta si rivela quindi una fiaba trasformata in un incubo. Un’anti-fiaba che tratteggia un mondo in cui le donne sono oppresse e piegate ai capricci degli uomini, obbligate a diventare mogli e schiave timorose e succubi di un sistema totalitario, manipolatorio e violento. Ciò spinge gli abitanti di Mersailles a pensare che tutto ciò che viene imposto dall’alto sia giusto, accettabile e indispensabile a mantenere l’equilibrio del regno, a prescindere dai desideri, le inclinazioni, i sogni di ogni donna, moglie, madre, figlia che ha la sfortuna di vivere in un mondo corrotto e sanguinario.

Finché Sophia, destinata a condividere la sorte di molte altre prima di lei, si ribella contro queste “normalità” e scopre verità che sconvolgono ogni cosa. La protagonista infatti si rivela essere l’unica voce fuori dal coro, una luce nell’oscurità, che emerge in mezzo a persone che si conformano, troppo impaurite da ciò che è diverso e sfida ogni regola e convenzione sociale, uscendo dagli schemi e dalla cosiddetta logica del gregge. Gli psicologi sociali francesi Gabriel Tarde e Gustave Le Bon coniarono la definizione “mente di gruppo” o un “comportamento della folla”. Questo, proprio come l’oppressore presente nel romanzo, venne ampiamente adottato dai politici di estrema destra, in particolare negli anni tra le due guerre mondiali, per giustificare la repressione delle dimostrazioni e di ogni pensiero che contrastava il regime.

Do not be silent. Raise your voice. Be a light in the dark.

Conclusioni

Sarebbe quindi riduttivo definire Cenerentola è morta solo come un romanzo femminista. L’opera, infatti, tratta in maniera approfondita temi come la ribellione contro i dogmi, gli assolutismi, e gli orrori del società umana, spesso portati avanti da mostri dalle sembianze umane.

La storia si configura come un retelling ammaliante e potente, multistrato, sfaccettato e complesso. Diventa quasi un riflesso della società odierna, un forte promemoria di quanto le persone possano essere vulnerabili all’inganno delle istituzioni e all’accettazione di narrazioni distorte e manipolatorie.