Cara rose gold: thriller psicologico ispirato alla storia di Gypse Rose e Dee Dee Blanchard

Cara Rose Gold è stato pubblicato nel 2021 dalla scrittrice statunitense Stephanie Wrobel, prende ispirazione dalla tragica storia di Gypse Rose e Dee Dee Blanchard. Cara Rose Gold è stato finalista all’Edgar Award, tradotto in 16 paesi e in testa alle classifiche per settimane.

Una storia di abusi

Fin da quando era piccola, la madre aveva attribuito alla figlia una serie di malanni e non le aveva permesso nemmeno di andare a scuola sempre adducendo la sua salute precaria. L’aveva fatta visitare da vari specialisti, in cerca di cure per le malattie che Dee Dee sosteneva avesse la figlia; a causa dei problemi che la donna riferiva, furono eseguiti diversi interventi chirurgici sulla bambina, che veniva regolarmente portata al pronto soccorso dalla madre per disturbi minori.

Dee Dee rasava la testa di Gypsy per ricordare l’aspetto di un paziente in chemioterapia. Quando non erano a casa, portava sempre con sé la bombola di ossigeno; Gypsy è stata alimentata tramite una sonda di alimentazione con PediaSure, l’integratore alimentare per bambini, fino a 20 anni. Dee Dee fece trattare le ghiandole salivari di Gypsy col botox, poi gliele fece estrarre del tutto, per evitare che sbavasse.

In seguito Gypsy sostenne che sua madre aveva indotto quell’effetto fisico usando un anestetico topico per intorpidire le gengive prima delle visite mediche. Le si rovinarono molti denti e fu costretta a estrarli. Gypsy racconta che Dee Dee le teneva sempre la mano in presenza di altri.

Ogni volta che Gypsy diceva qualcosa che poteva far dubitare delle sue malattie o delle sue limitate capacità mentali, la madre le stringeva la mano con violenza. Inoltre, la madre sosteneva che il certificato di nascita di sua figlia era andato distrutto a causa dell’uragano Katrina e le attribuiva un’età inferiore a quella reale.

Tutto ciò è stato dichiarato dalla stessa Gypsy Rose. In seguito, fornì le cartelle cliniche delle varie visite e ricoveri, fornitele dal padre, che la madre aveva allontanato dalla loro vita. Ulteriori indagini rivelarono come alcuni medici che avevano esaminato Gypsy Rose non avevano trovato alcuna prova dei disturbi dichiarati dalla madre, che si sospettava soffrisse della sindrome di Munchausen per procura: un disturbo mentale in cui un genitore o tutore arreca danni fisici al minore o ad altra persona incapace per farlo credere malato e attirare l’attenzione e comprensione su di sé.

Dee Dee aveva fatto in modo che la figlia si facesse passare per minorenne e fingesse di essere disabile e malata cronica, sottoponendola a interventi chirurgici e cure farmaceutiche non necessari e controllandola tramite abusi fisici e psicologici. Inoltre, a causa delle malattie che Dee Dee aveva dichiarato, Gypsy e sua madre avevano avuto molte donazioni da organizzazioni benefiche come Habitat for Humanity, Ronald McDonald Housee la Fondazione Make-A-Wish, oltre a varie forme di sostegno: contributi privati, consulti medici gratuiti, biglietti per viaggi e concerti.

Nel 2008 Habitat for Humanity aveva costruito per Gypsy e Dee Dee una casa con una rampa per sedia a rotelle e una vasca idromassaggio. La storia della madre single con una figlia gravemente disabile, costretta a fuggire dalla devastazione dell’uragano Katrina ricevette attenzione da parte dei media locali.

Il tragico epilogo

Nel 2012, Gypsy aveva iniziato a chattare con Nicholas Godejohn, un ragazzo della sua età di Big Bend, Wisconsin, che aveva un precedente per esibizionismo e problemi psichiatrici. In seguito, Gypsy organizzò un incontro con Godejohn, in cui i due, alla presenza di Dee Dee, dovevano fingere di incontrarsi per la prima volta. Dopo quell’occasione, i due continuarono a sentirsi su internet e iniziarono a sviluppare il loro piano per uccidere Dee Dee. Godejohn tornò a Springfield nel giugno 2015 e si appostò all’interno di casa Blanchard mentre le due donne erano dal medico.

Una volta che furono tornate, mentre la madre stava dormendo, Gypsy aprì la porta a Godejohn, che aggredì a morte Dee Dee nel suo letto con vari colpi di coltello. Dopo l’omicidio, Godejohn e Gypsy presero tutti i soldi che trovarono e si rifugiarono in un hotel nella periferia della città in attesa di poter partire per il Wisconsin, diretti a casa di lui. In quel periodo, mentre facevano compere in vari negozi, furono ripresi dalle telecamere di sicurezza. Gypsy camminava autonomamente e indossava una parrucca. I due, temendo di essere fermati dal metal detector alla stazione dei pullman, misero il coltello e i guanti usati per l’omicidio in una busta e li spedirono a casa di lui.

Partirono quindi per il Wisconsin. Una volta arrivati a casa di Godejohn, i due decisero di scrivere un post sull’account Facebook che Gypsy aveva insieme alla madre per fare in modo che il corpo venisse trovato. Vicini di casa e amici segnalarono l’esistenza del messaggio alla polizia, che fece irruzione nella casa trovando il cadavere di Dee Dee Blanchard. Fu proprio grazie alla localizzazione dell’IP usato per collegarsi a Facebook che la polizia arrivò a casa di Godejohn e arrestò i due giovani che furono poi sottoposti a due processi separati.

Nel 2017, Gypsy Rose accettò un patteggiamento che teneva conto di quel che aveva subito e fu condannata a 10 anni di carcere per omicidio di secondo grado. Godejohn, dopo un processo nel novembre 2018, fu giudicato colpevole di omicidio di primo grado e condannato all’ergastolo.

L’esperto di Münchausen Marc Feldman ha affermato che questo è il primo caso di cui sia venuto a conoscenza nella sua esperienza venticinquennale, che ha il suo culmine nella morte del molestatore; ha anche ipotizzato che Godejohn sia stato abilmente manipolato da Gypsy, arte che la donna avrebbe appreso molto bene dalla madre.

Il romanzo

Cara Rose Gold parte da queste premesse.

Rose Gold è costretta a subire per 18 anni gli abusi da parte di sua madre Patty che affetta da sindrome di Munchausen per procura le inietta dei medicinali che la costringono a continue vertigini, vomito (che le danneggia perfino i denti), a stare sulla sedia a rotelle e tanti altri problemi. Tutto questo per ottenere solidarietà, donazioni e le attenzioni dei vicini. Questo viene incredibilmente facile a Patty, abile nell’arte della manipolazione.

Il romanzo si apre con Patty che ha scontato una pena di 5 anni e Rose Gold che è appena diventata madre, decide di perdonarla e accoglierla nella casa che ha appena comprato. In realtà questo è solo l’inizio del piano di Rose Gold che vuole vendicarsi della parte di vita che le è stata tolta. Nel corso del racconto si alterneranno i punti di vista delle due donne, entreremo completamente nei loro pensieri e nella loro psiche. Ci saranno diversi flashback che ci aiuteranno ad approfondire ulteriormente gli eventi.

I personaggi

La parte più interessante del romanzo è sicuramente la caratterizzazione e l’evoluzione delle due protagoniste. L’autrice non raffigura vittime o carnefici.

Rose Gold è una giovane donna che subisce un doppio abbandono da parte del padre e viene privata della sua infanzia. La sua rinascita viene impedita dalla società che la guarda con disprezzo e che non le crede. Inevitabilmente perderà con il tempo la sua innocenza e deciderà di addestrarsi all’arte della manipolazione.

Patty non viene dipinta come un mostro, non dimentichiamoci che è affetta da una patologia psichiatrica che la spinge a comportarsi in questo modo. Non è assolutamente giustificabile, ma l’autrice la dipinge così. Vengono aggiunti anche dettagli sul suo passato di abusi fisici e psicologici da parte di suo padre. Non si riesce a vederla come si dovrebbe. Sicuramente questo aspetto mi ha lasciato delle perplessità.

In conclusione la storia è solo ispirata a quella reale, sono tantissime le differenze.
In particolare l’epilogo non si conclude con una tragedia, ma con una vera e propria lezione di vita.
Inaspettato e imprevedibile, Cara Rose Gold è un romanzo che si vende bene.