Blankets di Craig Thompson

Blankets è una graphic novel di 600 pagine, pubblicata in America nel 2003, fin da subito ha riscosso un notevole successo e ha regalato due Eisner Awards e due Ignatz Awards a Craig Thompson. In Italia, è stato pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Coconino Press (2004), mentre dal 2010 da Rizzoli nella collana Rizzoli Lizard.

L’opera di Craig Thompson non è altro che la sua autobiografia, un “monumento alla vita quotidiana”, racchiudendo tutti gli elementi del tipico romanzo di formazione: dalla sua infanzia, l’adolescenza, fino ad arrivare alla parte conclusiva dove l’autore ormai ventenne, si allontana dalla casa paterna e dalla sua piccola cittadina natia.

Blankets è stato incluso nella lista dei 100 classici del futuro, stilata da Feltrinelli.

Wisconsin, anni ’90

Il protagonista Craig e suo fratello Phil crescono sotto una rigida educazione religiosa cristiana evangelica imposta dai genitori. A scuola Craig è spesso vittima dei suoi coetanei, passando così per essere un emarginato ed un disadattato. La sua più grande passione è l’arte, infatti con i suoi disegni riesce ad esprimere se stesso ed in qualche modo riesce ad evadere da quello che lo circonda, da quella realtà a volte troppo dolorosa e soffocante. Questo talento però non è accolto bene né dai suoi genitori e nemmeno dai suoi insegnanti. Una volta adolescente, il giovane Craig, incontra Raina ad un campo invernale della parrocchia. Da li cambierà tutto. Raina diventa la musa ispiratrice di Craig: rappresentando tutto quello che non è potuto essere, ed in particolar modo rappresenta la Bontà.

Fede o Amore?

Le tematiche che Craig Thompson riporta all’interno del suo Blankets circa la sua autobiografia sono tante, ma quelle che spiccano maggiormente sono il complicato rapporto con la religione, con la fede e con l’amore.

La fede è il filo conduttore che unisce tutte le micro trame all’interno del romanzo. Infatti a causa della ferrea educazione, Craig si interroga spesso su cosa sia giusto e su cosa sia sbagliato, o su cosa invece sia il peccato. Mettendo così più volte in discussione la propria fede ed in particolar modo se stesso. A spezzare questo ciclo è proprio l’incontro che avviene con Raina. 

L’amore di Craig per Raina è sincero, innocente e puro, come la neve che spesso circonda le vignette della storia. Raina, con la sua bontà, riesce a smuovere in Craig alcune credenze religiose che fino a quel momento sono state per lui dogmi fondamentali della crescita e della vita. Craig dal suo canto non rinnega mai la sua fede, ma in futuro riuscirà valutare in maniera più consapevole l’educazione con cui è stato cresciuto. 

Stretto a lei io sento l’ETERNITÀ… lo spazio deserto e le correnti che turbinano incessanti, e la neve caduta accoglie la neve che cade e sussurra “SILENZIO”.

Un silenzio in bianco e nero

In Blankets si riesce a sentire il silenzio, i silenzi. I silenzi della neve, l’attimo successivo ad un rumore, i silenzi dei due innamorati. Thompson, riesce a rappresentare i luoghi dei silenzi riempiendoli con i pensieri dei protagonisti e anche con quelli di chi sta leggendo la vicenda. 

Immagini in bianco e nero. Per niente descrittive ma risultano proprio connotative: dando un’altra immagine alla storia. Non sono quasi mai fotografie di quello che succede ma sono un altro mondo, una finestra che si apre sulla scena: visionarie, originali, come se la fantasia di Craig Thompson prendesse il sopravvento sulla pagina. Specialmente quelle dove Craig e suo fratello giocano insieme immaginando storie avventurose; oppure dove Raina dona a Craig la coperta che gli ha realizzato: la vignetta diventa la coperta stessa. Quello che rende suggestivo e significativo l’intero romanzo è lo stile del disegno che cambia a seconda delle emozioni che l’autore ha provato e che vuole far provare a chi sta leggendo. I disegni smussati, dolci, curvilinei, rimarcano i momenti più belli e più intensi… mentre nel momento in cui diventano spigolosi e squadrati esprimono i momenti più dolorosi e spaventosi.

Un manto di neve

Quando Craig Thompson ha pubblicato Blankets ha voluto raccontare cosa si prova quando si dorme per la prima volta con qualcuno. Craig e Raina che dormono abbracciati nella coperta , mentre tutto il resto si confonde, rende il tutto perfettamente armonioso, come se loro due insieme fossero un’unica cosa, un tutt’uno: delle coperte cucite insieme (blankets) o una candida nevicata, o un unico e soffice manto di neve.

Lo si può amare perché…

Blankets, non ha nulla di spettacolare o “fuori dagli schemi”, è una “semplice”  storia autobiografica ma forse è proprio questo modo in cui viene raccontata, la sua semplicità o quasi banalità che la rende davvero speciale. Una storia in cui tutti si possono rispecchiare: per un infanzia difficile, per gli insegnamenti imposti o per il primo amore. Potrebbe essere la storia di tutti quelli che lo tengono tra le mani mentre lo si legge per la prima volta o lo si sfoglia per ammirare le sequenze ricche di intensità ma soprattutto di sensibilità.

L’autore

Craig Thompson è nato nel 1975 a Traverse City, Michigan, ed è cresciuto in una piccola città del Wisconsin. Dopo aver debuttato nel mondo del fumetto nel 1999 con Addio Chunky Rice – che gli vale subito un Harvey Award -, Thompson conferma il proprio talento nel 2003 con Blankets, premiato con due Eisner Awards (miglior opera e miglior sceneggiatura), tre Harvey Awards (miglior artista, miglior fumettista e migliore opera originale) e due Ignatz Awards (miglior opera e migliore artista emergente). Per Rizzoli Lizard, dello stesso autore, anche Habibi (2011) e Polpette spaziali (2015).