Battle Royale: il romanzo distopico precursore di Hunger Games

Battle Royale è il romanzo distopico giapponese che ha ispirato la saga di Hunger Games, uscita ben 10 anni dopo. Koushun Takami scrisse il libro originariamente nel 1996, ma decise di pubblicarlo solo nel 1999. A sorpresa dello stesso autore, è diventato bestseller negli anni 2000 e il romanzo è stato adattato in un omonima serie manga e in un film. Quest’ultimo è diventato uno dei film di maggiore incasso nel paese, seppure venne “condannato” dalla Dieta nazionale del Giappone.

Un gioco al massacro tra compagni di classe

Nella Repubblica della Grande Asia Orientale (una versione totalitaria del Giappone), ogni anno viene selezionata una terza classe di scuola media che è costretta a partecipare al “Programma“, un gioco in cui gli studenti devono uccidersi l’un con l’altro. Solo uno di loro potrà sopravvivere e vincere.

Nel 1997, la classe selezionata è la Terza B della scuola media di Shiroiwa. Con la scusa della gita scolastica di fine anno, i ragazzi salgono su un pullman dove vengono narcotizzati e trasportati nell’aula di una scuola, situata su un’isola deserta. Al loro risveglio si ritrovano con un collare al collo che può essere fatto esplodere in caso di fuga, se non muore nessuno nell’arco di 24 ore o se i partecipanti si recano in “zone vietate”. Le zone vietate dell’isola, infatti, aumentano con il passare del tempo, riducendo sempre di più il campo di battaglia. Inoltre, i collari servono anche agli organizzatori del programma per ascoltare le conversazioni degli studenti senza che loro lo sappiano. Istruiti dallo spietato responsabile e coordinatore del programma, Sakamochi, capiscono che sono obbligati a partecipare a questo gioco per sopravvivere.

Ogni studente viene dotato di un sacco, contenente un’arma selezionata casualmente. C’è chi sarà più fortunato e troverà un’arma letale come una mitragliatrice e chi invece si ritroverà nelle mani una forchetta o delle freccette. Alla battaglia partecipano 42 studenti diversi. C’è chi deciderà di allearsi, chi preso dal panico inizierà ad uccidere senza guardare in faccia nessuno, ma anche chi sarà mosso da una spietatezza disumana, senza giustificazioni.

I 42 studenti della Terza B della scuola media di Shiroiwa

In Battle Royale si dà ampio spazio alla caratterizzazione psicologica dei personaggi.
Si tratta di un romanzo corale, in cui ogni capitolo è raccontato da un protagonista diverso.
Attraverso diversi flashback apprendiamo anche vicende precedenti all’inizio del programma che offrono un ritratto variegato e risolutivo degli eventi. Si apprende, ad esempio, che Shogo Kawada, uno dei personaggi chiave, è il vincitore della precedente edizione del Programma e casualmente si è ritrovato a dover rivivere la cruenta battaglia.

Ogni studente è dotato di una personalità ben distinta, da ideali e sogni tipici dell’età adolescenziale.
Le diverse personalità spiegano le scelte prese dagli studenti: c’è chi deciderà di seguire le regole del gioco pur di sopravvivere, chi cercherà un modo per fuggire facendo male il meno possibile e solo per difendersi, ma anche coloro che vengono completamente assorbiti dalla paura, tanto da snaturarsi e fare azioni spropositate. Ci sono anche le coppie. In un clima di alta tensione e violenza non manca chi rincorre l’amata/o per dare l’ultimo addio o trovare il coraggio di dichiararsi.

Tra tutti gli studenti spicca Shuya Nanahara, ragazzo idealista, amante del rock and roll, molto popolare tra le ragazze. Shuya è cresciuto in un orfanotrofio perché i suoi genitori sono morti apparentemente in un incidente (anche se si presume sia stato proprio il governo ad ucciderli). Shuya non vuole partecipare al gioco e fa di tutto per riunirsi con i suoi compagni ed elaborare un piano di fuga. Fuga che sembrerà impossibile perchè, anche se riuscissero a disattivare i collari, nel mare che circonda l’isola ci sono numerose navi vedetta piene di militari.

All’inizio del gioco Shuya si ritroverà a dover affrontare la dura morte del suo migliore amico, ucciso dallo stesso Sakamochi. Così deciderà di prendersi cura della ragazza amata dall’amico, Noriko Nakagawa.
Ai due si unirà Shogo Kawada, il precedente vincitore del programma, che sembra avere un piano di fuga, che non vuole rivelare finchè non saranno rimasti solo loro tre.
C’è davvero da fidarsi? O è solo un piano per usarli e sbarazzarsi di loro al momento opportuno?

Il governo totalitario in Battle Royale

La Repubblica della grande Asia Orientale è una dittatura distopica non così lontana dai nostri tempi.
Può ricordare vagamente la Corea del Nord, anche se il Governo di questo mondo è molto più subdolo e lascia credere ai cittadini che abbiano un minimo di libertà personale.
Ma non è così. Ogni forma di dissenso viene repressa con l’omicidio; è un paese chiuso che commercializza e detiene rapporti esteri con pochi eletti; la cultura è manipolata come anche i programmi scolastici volti ad annebbiare le menti e fare propaganda. Libri, musica, film stranieri sono banditi.
Vi ricorda qualcosa?

Durante la lettura di Battle Royale ci si chiede che senso abbia il Programma. Perché obbligare dei giovani ragazzi, che dovrebbero rappresentare la futura forza lavoro del paese, ad uccidersi a vicenda?
Soprattutto in un paese in cui c’è un notevole calo demografico e ogni anno nascono sempre meno bambini. Lo scopo di questo subdolo gioco si comprende solo alla fine del libro ed è: l’annientamento psicologico della popolazione e il terrore che ne scaturisce, oltre che l’obbedienza.

I giovani rappresentano il futuro (tra di loro ci sono promesse dello sport, della musica e geni informatici), la vitalità e la forza. Per questo motivo vengono considerati come un pericolo per il governo e usati come mezzo di sottomissione sociale. Uccidendo il futuro di un paese, si uccide la speranza e uccidendo quest’ultima e più facile manipolare le coscienze.

Un romanzo completo

Battle Royale è un romanzo cruento, pieno di violenza e scene raccapriccianti.
Non adatto ai deboli di stomaco. Il ritmo si fa incalzante nella parte finale della storia dove, pagina dopo pagina, verranno fuori diversi colpi di scena che stupiranno completamente il lettore.
Ci sono delle parti del romanzo che risultano più statiche, in cui i personaggi riflettono sulla libertà, condividendo pensieri intimi e storie personali molto dolorose.
Da leggere almeno una volta nella vita perché si tratta di un libro che può soddisfare gusti diversi, appassionante e indimenticabile.