Barbara non sta morendo, o forse sì?

Barbara non sta morendo di Alina Bronsky in primis ti attira per il titolo forte; poi ti avvince e ti cattura con una leggerezza che mai scade nella banalità. Infine l’umanità dei personaggi – quella vera, che a volte non è politicamente corretta ma ricalca la realtà – te li fa sentire vicini e cari come parenti. Noi leggiamo questo splendido romanzo dolce-amaro nella traduzione di Scilla Forti, in Italia per Keller editore.

Walter e il patriarcato

Walter Schmidt, il protagonista del romanzo, è davvero un uomo d’altri tempi. Le generazioni si sono susseguite ma Walter è rimasto legato alle tradizioni di una volta; è infatti fermamente convinto che sia la donna a doversi occupare delle faccende domestiche. Anzi, essendo un uomo abitudinario, si aspetta che la casa sia sempre perfetta, che i pasti siano ottimamente orditi e cucinati e la moglie una donna elegante e precisa. Sebbene Walter porti avanti la sua routine senza porsi problemi, gli anni sono passati per la coppia di sposi e il protagonista non ha mai tenuto in conto degli imprevisti della vita che sono sempre dietro l’angolo.

Come si prepara il caffé?

Walter è abituato a svegliarsi con il profumo del caffè. E la mattina in cui apre gli occhi e non sente il seducente aroma pungergli le narici ha un immediato moto di fastidio. Non pensa neanche per un secondo che ci sia qualcosa che non va. Solo quando trova sua moglie Barbara svenuta in bagno capisce il perché di quel risveglio fuori dall’ordinario. Gli tocca farsi da solo il caffè, anche se non ha idea di come cominciare. E, fra pasticci e corse al bar all’angolo, Walter deve scendere a compromessi e capire che al caffé, d’ora in poi, deve provvedere da solo.

Addio pace, addio serenità

Barbara non si è mai ammalata. Ha sempre servito e riverito il marito senza stancarsi mai. Non solo; Barbara segue corsi, partecipa a eventi, si prende cura dei meno fortunati, ha innumerevoli amicizie. Eppure, da un giorno all’altro, non si alza più dal letto e dunque tutti gli amici si riversano in casa di Walter per portarle conforto, amicizia, sostegno. E si presentano sempre con una faccia scura, piangono, cercano di consolare Walter che, al contrario, non capisce (o non vuole capire?) il loro interesse ma, anzi, preferirebbe stare in pace.

Una passione inattesa

Da parte sua Walter inizia a cercare di arrangiare dei pasti. Barbara è una brava cuoca e lui è abituato a dei grandi manicaretti, quindi non è facile stare al passo. Guardando alcuni programmi in tv e poi cercando ricette su internet, Walter scopre il meraviglioso mondo della cucina e, piano piano, si appassiona fino a scoprire di essere un cuoco perfino migliore della moglie! E anche il lettore rimane incredulo perché, davanti ai suoi occhi, il romanzo si trasforma in ricettario.

Crescere è una questione seria

Se cercate un romanzo pieno di suspence, azione e avventura, Barbara non sta morendo non fa per voi. In questo romanzo non succede nulla. O meglio, non accadono fatti eclatanti e sconvolgimenti stranianti. Chi cambia è Walter. Se pensate che il romanzo di formazione sia solo roba per ragazzi, allora andate subito a recuperare Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi. Anche lui sosteneva infatti che “diventare grandi” non è solo una faccenda per bambini. Anzi, spesso sono gli adulti ad adagiarsi sulle abitudini e a dimenticarsi che siamo sempre tutti in perenne ricerca e crescita. Anche Walter aveva scordato la sensazione di imparare qualcosa di nuovo, di progredire e diventare una versione migliore di sé stesso e ci è voluto che la moglie Barbara si ammalasse per capirlo.

Barbara e Walter, il sole e la notte

Barbara è un personaggio straordinario. Ed è straordinario tanto più perché nel libro fa solo il ruolo dell’inferma. Figuratevi se avesse potuto parlare, muoversi e interagire che grande personaggio sarebbe stata! Barbara è capace di muovere le persone, di attirarle a sé proprio perché tutti sono in debito con lei della sua solarità, della sua dedizione al prossimo, del suo amore. E ora che è lei ad avere bisogno di aiuto, tutti quanti accorrono a renderle il favore e a restiturle un po’ di quella serenità che lei ha elargito per tutta la vita. Barbara è la prova che un sorriso, una mano tesa, un gesto di solidarietà fanno la differenza e contano più dei soldi, dei muscoli, dell’orgoglio.

Si può imparare il coraggio?

Barbara, perfino da allettata, anche quando ormai non ha più la forza di mangiare e parlare, riesce a essere un modello per Walter che, pur essendole stato accanto per 52 anni di matrimonio, solo in quel frangente scopre davvero chi sia la moglie e che peso abbia nella comunità. Da lei apprende non solo a cucinare ma anche a rapportarsi nuovamente con i figli e con gli amici. Da ultimo, Walter compie un grande gesto di coraggio con il quale la sua parabola di formazione giunge a compimento e che fa piangere di emozione il lettore. Ma per sapere in cosa consiste, non vi resta che leggere Barbara non sta morendo.