Avete presente l’amore? di Dolly Alderton: i sentimenti umani e le relazioni moderne

Dopo l’enorme successo ricevuto per Tutto quello che so sull’amore e Sparire quasi del tutto, Dolly Alderton torna in libreria con il suo terzo libro Avete presente l’amore? edito Rizzoli, e anche qui, come nei precedenti, la Alderton si addentra nel difficile tema delle relazioni umane.

In Tutto quello che so sull’amore, l’autrice si era concentrata sulla sua storia e sulle sue esperienze amicali e amorose avute dall’adolescenza ai trent’anni, regalandoci un memoir facilmente amabile da tutti i millennials. Tra aneddoti divertenti ed eventi spiacevoli ci ha raccontato il significato della crescita personale, spiegandoci la difficoltà del diventare adulti e del ritrovarsi improvvisamente pieni di responsabilità. Tema riproposto anche in Sparire quasi del tutto, dove Dolly Alderton ha dato voce anche al dramma del ghosting e alle app di incontri.

Insomma, il fil rouge dei suoi romanzi resta sempre lo stesso: l’amore e il cambiamento. Abbiamo imparato a conoscere lo stile umoristico e profondo di Dolly Alderton e il suo interesse per i giovani adulti che navigano sui trent’anni, ma in questa ultima pubblicazione finalmente ci presenta un personaggio maschile del tutto realistico, e anche in questo caso fa incredibilmente centro.

Sinossi

Andy è uno trentacinquenne che sogna di diventare uno stand-up comedian di successo, e che per venire a patti col suo sogno si arrangia svolgendo diversi lavori part-time in giro per Londra. Il mondo di Andy, però, crolla quando dopo quattro anni viene improvvisamente lasciato dalla sua amata ragazza Jen. La rottura lo distrugge e lo fa cadere in un baratro fatto di insicurezze e tormenti interiori. Avete presente l’amore? No?

Da un giorno all’altro si trova senza una relazione e senza una casa. Così, cominciando a errare tra la casa della madre o dei suoi amici e affitti improbabili, Andy comincia un viaggio interiore che inizialmente lo sotterra sempre di più assumendo sfumature tragicomiche. Proprio non si spiega i motivi che hanno portato alla fine della sua relazione e si interroga giorno e notte sulle cause. Questo stato mentale ossessivo lo porta ad affrontare anche fallimenti professionali, tentativi per ritornare con la sua ex e sbronze devastanti, oltre che situazioni altamente imbarazzanti.

In qualche modo cerca di rimettersi in pista frequentando nuove ragazze o assoldando una personal trainer, ma le cose non sembrano andare meglio. Ritrovarsi single a trentacinque anni, mentre tutti i suoi amici si sposano o hanno figli, non è semplice e lo fa sentire sempre più solo e incompreso. Si sente sbagliato, inadatto e senza speranze. E tutto sembra confermarglielo finché non prenderà coscienza che è arrivata l’ora di crescere e accettare di affrontare una nuova fase della sua vita da adulto.

Per andare avanti Andy dovrà imparare ad abbandonare la nostalgia e mettere in discussione tutto quello che crede di conoscere sulle relazioni e sulle donne. Solo così potrà trovare uno spiraglio per poter uscire dal tunnel dell’autocommiserazione.

Sopravvivere all’età adulta

In Avete presente l’amore? Dolly Alderton riesce a trasmettere perfettamente il disagio dei millennials nel mondo. Riporta anche confronti fra la generazione degli anni ’90 e quella attuale, sottolineando il divario linguistico ed emotivo che le contraddistingue. Con un’ironia pungente riesce a portare in luce i drammi interiori dei giovani adulti e delle rotture amorose. Calca la mano sull’ossessività dei social, sulle amicizie che iniziano a dileguarsi con la nascita dei figli e sulla difficoltà di trovare un proprio posto nel mondo… e lo fa in maniera eccelsa, rappresentando perfettamente la generazione di Top of the pops.

Una rottura non è mai semplice, in qualsiasi età, ma c’è qualcosa di particolare nel ritornare single verso i trent’anni. Probabilmente perché è il periodo in cui proliferano matrimoni e nascite e ci si sente improvvisamente fuori dai tempi, come se fosse una gara. Accettare la fine di una relazione, soprattutto se subita, è doloroso e spesso richiede molto tempo per essere elaborata. Gli psicologi in questi casi parlano di un vero e proprio lutto, un processo che segue fasi di elaborazione precise, ognuno con i propri tempi. La fine di un amore è proprio questo: una perdita. Quindi è del tutto normale ritrovarsi persi, depressi o confusi. Ma ognuno, col tempo, può trovare la propria strada per ricominciare e andare avanti, facendosene una ragione.

Personalmente ho trovato particolarmente geniale il ribaltamento della storia, quando alla fine ci viene raccontata l’altra faccia della medaglia. Le ultime pagine sono un dono bellissimo e possono aiutarci a imparare l’arte dell’empatia e della prospettiva. Ognuno di noi vive gli eventi secondo la propria realtà e i propri filtri. Questo è lampante nel finale del libro, quando tutta la storia ci viene raccontata attraverso gli occhi di Jen (ma non vi spoilero niente!). Un bellissimo modo per insegnarci a considerare sempre la soggettività delle esperienze e a ricordarci che ognuno vive segretamente le proprie insicurezze e le proprie paure. Nessuno ne è esente e siamo tutti accomunati dall’avere un mondo interiore ricchissimo e complesso. Dettaglio che Dolly ci consiglia di tenere sempre in considerazione nelle relazioni umane.

Avete presente l’amore?

È quella cosa che sa renderti incredibilmente felice quanto affondarti e distruggere in pochissimo tempo. Eppure vale sempre la pena di viversi l’amore perché ciò che può insegnare è davvero unico ed essenziale per la propria crescita.