Anime riciclate di Alessandra Nunziante

Dopo il convincente esordio con il romanzo Un giorno al contrario, la giovane autrice piemontese Alessandra Nunziante ritorna con Anime riciclate, edito Affiori, un viaggio introspettivo attraverso sogni, ricordi, ostacoli e difficoltà, vecchie amicizie e legami indissolubili.

Trama

Cosa può accadere di così strano quando pensiamo che tutto – inesorabilmente – stia andando come sempre? La vita di Lupo è contraddittoria, solitaria, fatta di ombre lunghissime che si alzano sul suo nome e sul suo cammino. Sarà un incontro del tutto fortuito a indirizzarlo verso un viaggio nelle sue emozioni e a ritroso nel suo passato, per poter guardare al futuro con chiarezza e trasparenza: Lupo si addentrerà sempre di più in un intricato labirinto emotivo, alla ricerca delle proprie anime riciclate, per poterle perdonare e, così, anche assolvere se stesso.

Anime riciclate

Ogni risveglio di Lupo era accompagnato da un forte impatto emotivo. Era arrabbiato con tutto il mondo, senza conoscere il motivo esatto di quell’ira. Aveva bisogno di una decina di minuti per comprendere la sua essenza e capire dove si trovava realmente.

Un viaggio alla scoperta del proprio cuore

Il libro si apre in un bar di Burgau, piccolo villaggio portoghese. L’anno è il 1987. Spiagge dorate, mare, onde che si infrangono. Un incontro fortuito mentre il protagonista, Lupo, attende invece un altro incontro, un’altra persona. Da qui inizierà un lungo viaggio introspettivo che lo porterà in Portogallo, Egitto, Parigi e infine Torino, in un cammino in bilico tra sogno e realtà. I contorni diventeranno talmente fumosi e sottili da condurre il protagonista in una sorta di limen, una soglia che gli consentirà il passaggio verso nuove aree di potenzialità, interne ed esterne, che si configurano come possibile pre-condizione di incontro, scambio, scoperta o ri-scoperta.

Lungo la strada, Lupo si scontra con il suo passato, le sue aspirazioni, l’esperienza, le lezioni imparate, la malattia, le cicatrici, l’amore e la perdita. E il filo conduttore di questo percorso personale è il profumo, e di conseguenza l’olfatto. Un senso che è particolarmente legato alla memoria, e che diventa per il protagonista un potente strumento per esplorare la propria interiorità. Si tratta infatti del più enigmatico dei sensi, il più intimo, capace di rievocare ricordi ed emozioni, risultando quindi, in maniera quasi proustiana, una via d’accesso privilegiata rispetto agli altri canali sensoriali.

Ricomporsi

Questo viaggio alla ricerca di se stesso lo condurrà a persone, luoghi e momenti lontani, attraverso un percorso di dolore e buio, che si apre poi al sollievo. Un viaggio che lo porterà a nuove consapevolezze, conscio che oltre alle lunghe ombre appuntite e minacciose, c’è anche una luce da cui tutto parte, e che senza complementarietà di entrambe, non esiste una vera comprensione di sé e degli altri, e non potrà quindi perdonare, e perdonarsi. Dopo essere andato in pezzi, dopo aver toccato il fondo, il protagonista dovrà ritrovare ogni pezzo di se stesso, cercando ogni tessera del puzzle per infine ricomporsi, e lo farà attraverso gli strascichi di ogni vita, ogni anima che l’ha toccato, accarezzato, abbandonato. E che l’hanno poi riportato nel presente.

Considerazioni

Con una prosa delicata, gentile, aggraziata e quasi poetica, l’abile penna dell’autrice dipinge la complessità del protagonista, in tutte le sue sfumature. Lupo è un personaggio con cui è facile entrare in relazione, e in cui ognuno di noi, almeno in una fase della propria vita, potrebbe sicuramente immedesimarsi.