Amélie Nothomb: consigli di lettura

Autrice eclettica, originale e imprevedibile. Questi alcuni degli aggettivi per descrivere la brillante scrittrice belga Amèlie Nothomb. In Italia sono stati pubblicati più di 30 libri.

In realtà il libro non è tra i suoi recenti, ma è stato rispolverato per essere pubblicato nel nostro paese. La Nothomb è un’autrice proficua che pubblica almeno un libro all’anno e stare al suo passo non è facile. I 31 libri sono stati pubblicati dalla casa editrice Voland e non si parla esclusivamente di romanzi.

Abbiamo già avuto modo di parlarvi di Cosmetica del nemico (2001), Igiene dell’assassino (1992), Le due sorelle (2023) e di Petronille (2014).

Qualche accenno sulla sua vita

Nata nel 1967 a Kobe, Giappone, trascorre l’infanzia e la giovinezza in vari paesi dell’Asia e dell’America, seguendo il padre diplomatico nei suoi cambiamenti di sede. A 21 anni torna in Giappone e lavora per un anno in una grande impresa giapponese, con esiti disastrosi e ironicamente raccontati in Stupore e tremori. Rientrata in Francia, propone un suo manoscritto a una solida e storica casa editrice, Albin Michel. Igiene dell’assassino esce il 1° settembre del ’92 e conquista subito molti lettori. Da allora pubblica un libro l’anno, scalando a ogni nuova uscita le classifiche di vendita. Ha ottenuto numerosissimi premi letterari tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo ‒ da cui nel 2015 è stato tratto il film Il fascino indiscreto dell’amore di Stefan Liberski ‒ e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore. Oggi vive tra Parigi e Bruxelles. Nel 2022 è vincitrice del Premio strega europeo con il romanzo Primo sangue.

Da dove partire?

Per leggere Amèlie Nothomb si potrebbe partire da due strade principalmente.
La prima è sicuramente quella delle autobiografie con Stupore e tremori, in particolare, che racconta la sua esperienza lavorativa disastrosa in un’azienda giapponese che l’ha portata a intraprendere la strada della scrittrice.

La seconda è quella di leggere i libri in ordine di pubblicazione, anche per poter vivere la sua evoluzione come scrittrice. Quindi, partire da Igiene dell’assassino. Romanzo che possiede già tutte le caratteristiche che ritroveremo anche nei successivi romanzi.

Se ne potrebbe aggiungere anche una terza che è quella del leggere ciò che più ci ispira.
I romanzi non sono collegati con loro, anzi, sono “individui” separati e ben distinti.

Approfondirò in seguito questi punti in un articolo più specifico. Quello che vorrei fare oggi è darvi dei consigli di lettura, partendo da opere minori. Opere che raramente vengono consigliate e che sono molto valide.

Il delitto del conte Neville

Il conte Neville si appresta per organizzare l’ultimo banchetto all’interno della sua dimora, visto che è costretto a vendere la sua proprietà per via dei debiti. Lui famoso per l’arte del ricevere si trova ad ascoltare da una veggente pettegola una triste profezia “Ucciderà un invitato”. Neville disperato si acciglierà ad impedire che questo possa accadere, fin quando sarà la sua stessa figlia, la sua terzogenita a proporsi come la vittima. Una ragazza che ha perso il desiderio e la gioia di vivere che viene descritta perfettamente dal nome che le è stato attribuito: Sérieuse.

Una trama alquanto bizzarra e assai grottesca. E’ un racconto che si snoda in una centinaia di pagine (tutti i libri dell’autrice sono brevi). Originale a dir poco, con un finale amaro. Sicuramente caratterizzato da conversazioni surreali e da un’ironia tagliente. Non manca l’attenzione sul rapporto genitori – figli e le riflessioni che ciò ne comporta, seppure siano velate. Ho riscontrato anche degli accenni all’aristocrazia decadente belga.

Una forma di vita

Una storia molto particolare. In questo caso non ci troviamo di fronte un romanzo, ma davanti un’esperienza che si è trovata a vivere l’autrice. Amèlie Nothomb è nota per condurre degli scambi epistolari con i suoi fan, tra le pile di lettere che le arrivano ogni giorno si trova davanti quella di un soldato americano di stanza a Baghdad, un certo Melville. Dopo la diffidenza iniziale Amèlie Nothomb scopre in Melville un amico di penna del tutto diverso dagli altri. Lui gli racconta di un problema molto serio e sottovalutato dei soldati americani che si trovano in guerra che è quello dell’obesità.

Questo disturbo del comportamento alimentare diventa un mezzo di ribellione contro la guerra.
Consapevoli di essere disprezzati dai loro compagni e dal paese per cui hanno combattuto, continuano a ingurgitare cibo perché non riescono a farne più a meno. Una storia che sembra quasi dolce e istruttiva, però ricordiamo che ci troviamo davanti ad un libro di Amèlie Nothomb. Niente è come appare.
Da un giorno all’altro questo scambio epistolare si interrompe bruscamente, cosa è successo al soldato Melville? la cara Amélie Nothomb non riesce a non pensare ad altro e decide di cercarlo.

Mi ha sorpreso particolarmente questo testo e forse tra quelli di cui vi parlo oggi è quello più consigliato. Soprattutto perché ci si sente più vicini all’autrice e si conosco aspetti di lei molto umani.

Riccardin dal ciuffo

Amélie Nothomb rivisita la celebre favola di Charles Perrault “Riccardin dal ciuffo” e la adatta ai giorni nostri. Diodato e Altea sono due ragazzi agli antipodi dal punto di vista estetico. Il primo ha un aspetto mostruoso già dalla nascita, ma compensa con un’intelligenza fuori dal comune che lo porterà a fare una grande carriera come studioso, in particolare come ornitologo. Altea è, invece, una ragazza di una bellezza spaventosa, ma allo stesso tempo è calma, silenziosa e poco curiosa. Queste tre caratteristiche verranno scambiate come stupidità e stoltezza e le faranno vivere diversi atti di bullismo.
Le loro strade sono destinate ad incrociarsi con un finale prevedibile, forse, ma tenero e appassionante.

Ciò che più mi ha colpito in questo testo è l’attenzione che l’autrice pone alla psiche dei personaggi, già dalla tenera infanzia. Scientificamente i bambini non sono in grado di sviluppare dei pensieri razionali ma anche immaginativi fino ai due anni, l’autrice attribuisce ai suoi personaggi questo potere e fa vivere al lettore un’esperienza ricca di significato.

Sete

Sete è sicuramente l’opera che mi ha più scosso di quest’autrice.
Si tratta della rivisitazione di un evento molto significato per la religione cristiana che è la crocifissione di Cristo. Il Cristo della Nothomb è un uomo che prova dolore per il tradimento dei suoi amici, pena per i suoi nemici e pietà per se stesso. L’autrice inserisce anche elementi mai comprovati come ad esempio la relazione tra il Cristo e la Maddalena. Sicuramente più di un cristiano storcerebbe il naso, leggendolo.
Ma non si può dire di non trovarsi davanti ad un’opera originale.

Colpisci il tuo cuore

Marie è una diciannovenne che ama provocare invidia nelle sue coetanee ed è per questo che si avvicina ad un giovane benestante di bella presenza. Nel giro di poco tempo, però, rimane incinta e nasce Diane. La donna prova fin da subito un senso di gelosia nei confronti della figlia, tanto da allontanarla e mandarla a vivere dai suoi genitori. Questo non accade con gli altri due figli che avrà con cui creerà un rapporto totalmente diverso, anche se non propriamente sano. Diane crescerà come una bambina seria e giudiziosa e avrà problemi nel creare relazioni con altre persone. Sarà talmente dedita allo studio che finirà per diventare un cardiologo, ispirata da una celebre frase di Musset “Colpisci il tuo cuore, è lì che il genio risiede“. Un brutto scherzo del destino la farà, tuttavia, ritornare sui suoi passi e la costringerà a fare i conti con il suo passato.

Grande attenzione è posta al rapporto genitori – figli. In questo romanzo ci troviamo di fronte a dei rapporti inusuali. Primo fra tutti quello di Diane con sua madre che prova per lei indifferenza e astio.
La spiegazione più razionale che mi verrebbe da dare è che Marie vorrebbe essere Diane, vede in lei ciò che ha sempre voluto essere. Sente che la bambina è diventata il centro delle attenzioni che in passato toccavano a lei. Anche con la sua terzogenita non riuscirà, tuttavia, a creare un rapporto sano, ma addirittura morboso, tanto da farla scappare. Non è l’unico rapporto genitori – figli che ci troveremo ad analizzare, in quanto questa è la tematica centrale su cui ruota il libro, ma non voglio spoilerarvi niente.
Vi dico solo che rimarrete sorpresi dall’epilogo.