Addie LaRue e l’importanza del ricordo

La vita invisibile di Addie LaRue è un romanzo scritto da V. E. Schwab e pubblicato per la prima volta nel 2020. Il libro è stato pubblicato in Italia da Oscar Mondadori nel settembre 2023 ed è stato tradotto da Marina Calvaresi.

Addie Larue

L’autrice, prolifica nell’ambito della letteratura fantasy – tra le sue pubblicazioni ricordiamo la serie Shades of Magic – tratta in questo romanzo auto-conclusivo temi quali la memoria, la solitudine e l’amore, in una storia in cui elementi del romanzo storico si intrecciano al fantastico e al paranormale.

La trama

La storia è quella di Adeline – detta Addie – una ragazza che vive nel piccolo borgo francese di Villon-sur-Sarthe. Corre l’anno 1714 e la ragazza, ancora giovane, già sente che la vita le calza un po’ stretta. Ama il disegno e la creatività, ma sa di non poter coltivare le sue passioni: a breve dovrà sposare un uomo che non ama e già si prefigura una vita centrata sulla maternità e il lavoro casalingo, confinata nel piccolo villaggio.

Allora prega, sperando che le divinità la ascoltino. Vuole essere libera, vuole più tempo, ma nulla cambia e, disperata, tenta un’ultima volta: prega al tramonto, pur sapendo che delle divinità notturne non ci si può fidare.

Qualcuno risponde e la vita di Addie cambia per sempre.

Viviamo davvero se nessuno si ricorda di noi?

“What is a person, if not the marks they leave behind?” 

― The Invisible Life of Addie LaRue

Presto Addie capisce che il favore concesso dalla divinità è fallace: tornata a casa, nessuno può più riconoscerla. E, ancora peggio, ogni volta che qualcuno smette di prestarle attenzione, si dimentica di nuovo di lei. La divinità ha distorto la sua preghiera: la libertà di fare ciò che vuole è diventata totale impermanenza, il tempo a disposizione un’immortalità solitaria. È ormai un fantasma, un’ombra. 

Così, la vita di Addie LaRue continua: i secoli passano e lei non cambia, non invecchia e non si ammala, bloccata in un perenne presente dove gli eventi le passano accanto ma non la toccano.

Addie LaRue non può lasciare un segno nel mondo, figurativamente e letteralmente: se scrive una lettera le parole sbiadiscono, se rompe qualcosa l’oggetto si ripara da sé, di fronte a un obiettivo le sue foto sono sempre sfocate. 

L’unica cosa che Addie può fare è ispirare gli altri. Viaggia e incontra persone eccezionali, autori e artisti, vive di passioni momentanee e sprazzi fugaci di ispirazione. Loro dimenticheranno, ma forse scriveranno su di lei in una poesia, immortaleranno le sette lentiggini sul suo viso in un dipinto, sarà la musa offuscata di una canzone.

L’arte, seppur per mano d’altri, diventa centrale nella storia: è l’unico modo che Addie ha per lasciare una prova della sua esistenza.

Il demone e l’uomo

Il rapporto con Luc, il demone faustiano che offre ad Addie LaRue la libertà in cambio dell’anima, è ambivalente e tossico: Addie odia il demone per la sua disonestà, tuttavia Luc è pur sempre l’unica anima al mondo che possa riconoscerla. 

La ragazza vuole prevalere sul demone, che aspetta solo che lei si stanchi di questa vita solitaria per reclamare il suo premio. È solo questione di tempo, eppure il tempo è anche l’unica cosa che Addie veramente possiede.

Eppure, in un mondo in cui Addie è solo un riflesso sbiadito, è dolce essere visti. Ricomparendo a ogni anniversario del loro patto, Luc le ricorda che i suoi, dopotutto, sono gli unici occhi in cui Addie possa fare affidamento.

Almeno, fino a quando Addie non sente pronunciare le parole che mai più avrebbe sperato di sentire, dalle labbra di un ragazzo incontrato dopo più di trecento anni dal patto.

“I remember you” 

― The Invisible Life of Addie LaRue

Henry è la seconda voce narrante di questa storia: libraio in un piccolo negozio di New York, la sua vita si incrocia con quella di Addie quando la scopre a rubare dei libri. Henry le impedisce di effettuare il furto, ma Addie, incurante di essere appena stata colta in flagrante, resta spiazzata perché, per la prima volta in più di trecento anni, qualcuno l’ha riconosciuta.

I due si conoscono e le loro vite si intrecciano sempre più. Henry è colto e interessante, ma anche introverso e ansioso. Anche lui ha i suoi demoni: il trauma di una passata relazione, il timore di non essere mai abbastanza, la paura di non poter sfruttare al massimo il tempo a sua disposizione.
Il ticchettio del tempo che scorre aleggia in sottofondo, sensazione che Addie fatica a comprendere, ormai abituata all’idea che il suo tempo non scadrà mai.

L’indipendenza femminile

Il tema dell’indipendenza femminile è centrale in La vita invisibile di Addie LaRue. Abbiamo già visto che Adeline decide di pregare le divinità notturne perché si sente intrappolata: vorrebbe vivere un’esistenza piena, sentirsi realizzata, tuttavia i passi della sua strada sono già stati decisi per lei.

Figura cardine è quella di Estele, quasi una seconda madre per Addie. Estele è un’anziana donna del villaggio che non si è mai sposata né ha mai avuto figli, preferendo una vita solitaria, vicina alla natura e al culto dei vecchi dei. Per questo è percepita come una presenza ai margini del villaggio. 

Tuttavia, agli occhi di Addie, Estele è prima di tutto donna e libera: ha sacrificato la sua posizione sociale pur di rimanere fedele a sé stessa, e per questo diventa un punto saldo nella vita di Adeline, un esempio di ciò che la vita può veramente offrire. 

“Adeline had wanted to be a tree. To grow wild and deep, belong to no one but the ground beneath her feet, and the sky above, just like Estele. It would be an unconventional life, and perhaps a little lonely, but at least it would be hers. She would belong to no one but herself.”

― The Invisible Life of Addie LaRue

La struttura del romanzo

La vita invisibile di Addie LaRue è strutturato in sette parti, a loro volta divise in capitoli, in cui si alternano momenti passati e presenti, così che le due linee temporali proseguano a pari passo.

L’arte, come abbiamo visto, è centrale nella vita di Addie, ma è anche parte integrante della struttura stessa del romanzo: all’inizio di ogni parte viene mostrata e descritta un’opera d’arte immaginaria, spiegata al lettore quasi si trovasse ad ammirarla in una mostra o a un’asta. Nel corso della lettura capiamo che le opere sono collegate ad Addie e alla sua lunga vita: qui e là troviamo indizi, seppur velati, del suo passaggio nel corso delle epoche.

La vita invisibile di Addie LaRue è un libro introspettivo, che parla di malinconia, frustrazione e disperazione, ma anche di estrema caparbietà, coraggio e amore. Si tratta di un libro adatto a coloro che prediligono storie in cui sono i personaggi a guidare con le loro emozioni e sensazioni, ottimo per coloro che apprezzano atmosfere cupe e che amano l’arte e la storia.