A tu per tu con Edizioni Anfora

Edizioni Anfora sin dall’inizio si è sempre occupata di letteratura Centro Europea, in particolare ungherese. Nasce nel 2004 anche per demolire quel muro tra Est e Ovest che si era creato nei lettori italiani. Il loro obiettivo è quello di ricreare la simbiosi tra letteratura occidentale e centroeuropea e presentare autori ancora poco noti in Italia, ma già apprezzati all’estero.

Ciao, presentati e raccontaci qual è il tuo ruolo nella Casa editrice.

Sono Antonio D’Auria, solitamente mi presento come redattore di Anfora, anche se come si può immaginare in una piccola realtà indipendente come la nostra ci si occupa di tante cose, dai social media alla correzione di bozze. Adesso mi sto occupando della traduzione di Donna sul fronte di Alaine Polcz: un libro autobiografico davvero imperdibile.

Ci racconti la storia della casa editrice? Dove e quando è nata? Aneddoti? Da cosa/chi prende il nome la casa editrice?

La casa editrice nasce nel 2004, a Milano si è poi rinnovata nel 2016, sotto la direzione di Mónika Szilágyi, presentando nuove edizioni profondamente rivedute dei libri del vecchio catalogo e proponendo nuovi titoli. Una continuità nel solco delle letture dall’Europa Centrale.

Qual è l’idea che anima la vostra casa editrice?

Come ho anticipato, ci occupiamo di letture dall’Europa Centrale, e principalmente pubblichiamo titoli ungheresi classici moderni e contemporanei. Nasciamo anche per ribadire la continuità fra la cultura letteraria dell’Europa Centrale e quella Occidentale, per ricreare quella simbiosi. Anche per questo abbiamo affiancato ai prodotti editoriali, corsi di lingua e letteratura ungherese. Io stesso provengo dal “vivaio” di questi corsi.

Quante persone fanno parte della vostra redazione?

Siamo in due Mónika, la direttrice editoriale e titolare della casa editrice, e io.

La vostra produzione si suddivide in collane?

Al momento abbiamo un catalogo così piccolo, non è attuale il suddividerlo in collane. Ma nei nostri progetti futuri ce ne sono.

Quali sono le pubblicazioni che hanno ottenuto maggior successo/riconoscimenti e secondo voi per quali motivi?

È difficile dire perché un libro abbia più successo che un altro. Il nostro titolo più amato di sempre, Abigail di Magda Szabó, riscuote ottimi successi ad ogni edizione. Di sicuro gli ingredienti sono sempre, oltre all’interesse per la tematica, e il tema del romanzo di formazione nel tempo di guerra è oggi più che mai attuale, una bella traduzione (Abigail è tradotto da Vera Gheno), belle introduzioni e postfazioni e, ovviamente una campagna di promozione fatta coi fiocchi. Abigail oggi è anche uno dei nostri titoli di punta del programma per le scuole, a cui abbiamo dato una bella spinta proprio da settembre.

I social sono un mezzo importante per il vostro lavoro? Con quale scopo li utilizzate?

Ai social lavoriamo molto, sono il mezzo privilegiato col quale entriamo in contatto con i lettori. Cerchiamo sempre di realizzare campagne social minimali ma che riescano a fare colpo. Io e Mónika dedichiamo un buon pezzo di lavoro mattutino a scegliere cosa pubblicare. Il nostro scopo è fornire indicazioni, consigli di lettura, segnalazioni di articoli, eventi, promozioni. Ma spesso li abbiamo utilizzati anche per ricordare qualche data importante. Sempre coerentemente rispetto alla nostra linea editoriale.

Come vengono scelti gli autori e i titoli che pubblicate?

Ci facciamo guidare dal nostro gusto, alcuni autori sono da sempre un nostro punto di riferimento, altri si aggiungono strada facendo. Oltre che editori siamo anche importanti lettori, quindi su questo abbiamo le idee abbastanza chiare. L’ultima parola spetta comunque sempre alla titolare, e direttrice editoriale.

Ci consigli tre libri imperdibili del vostro catalogo?

Ne consiglio tre, di tre autori diversi: Abigail di Magda Szabó, Anna Édes di Dezső Kosztolányi e Settembre 1972 di Imre Oravecz.