A study in drowning, un gothic fantasy dalle atmosfere decadenti.

A study in drowning, La storia sommersa di Ava Reid è un romanzo fantasy autoconclusivo edito Il castoro off, nuovo marchio di Editrice Il Castoro dedicato alla narrativa fantastica e di genere.

Due rivali accademici e un mistero da risolvere

Effy ha sempre amato la letteratura più di ogni altra cosa, ma purtroppo alle donne del Llyr non è permesso iscriversi alla facoltà di Lettere, perciò frequenta quella di Architettura. I giorni scorrono tutti uguali, i confini sbiaditi dal grigio del torpore e distorti dalla lente di ansia e insicurezze attraverso le quali Effy guarda il mondo. Ma la sua esistenza viene ridestata da una opportunità tanto incredibile da sembrare nasconda qualche tranello: restaurare Villa Hiraeth, la villa del suo autore del cuore Myrddin, da poco defunto. Lì incontrerà il giovane accademico studioso di letteratura Preston, con il quale a poco a poco metterà assieme i pezzi di una verità oscura sull’eredità di Myrddin.

Un gothic fantasy che omaggia i grandi classici della letteratura gotica

Punto di forza assoluto di A study in drowning risultano essere le atmosfere tetri e lugubre e le descrizioni estremamente realistiche di Villa Hiraeth, pur con un ricorso all’uso della metafora che a tratti rischia di essere ridondante. Ci si perde in questa magione fatiscente sun una scogliera a picco sul mare, impossibile da restaurare, con le fondamenta decrepite corrose dal mare, i pavimenti coperti di schiuma, i mobili ammuffiti e le scale sempre sul punto di sgretolarsi. Difficile non lasciarsi coinvolgere quando attraverso le descrizioni sembra quasi di percepire addosso l’umidità soffocante, di sentire lo sciabordare delle onde che si infrangono sulle scogliere.

Una debole nebbia mattutina stava calando sulla scogliera. Scivolava pallida e lenta, come licheni che consumano un albero morto. Fuori dalla foschia si ergeva Villa Hiraeth, grigia e nera e verde, come un’estensione degli scossi stessi.

Un luogo inquietante pervaso da forze oscure, tanto più pericolose quanto più incomprensibili a livello razionale, che raccoglie l’eredità de L’incubo di Hill House di Shirley Jackson ma anche di Manderley da Rebecca la prima moglie di Daphne Du Maurier.

Una storia di coraggio e sopravvivenza con del potenziale inespresso

A study in drowning mette in luce diverse tematiche, tra le quali la violenza sessuale e la malattia mentale. Un certo rilievo viene dato anche alla misoginia di un mondo patriarcale, alle difficoltà che le donne affrontano nel fare ascoltare la loro voce, nel trovare un loro posto nella società. La protagonista Effy si trova a dover fare i conti non solo con nemici esterni ma anche con i traumi del passato e i suoi mostri interiori e in più occasioni deve scrutarsi dentro per non lasciarsi sopraffare dall’ansia e trovare in sé la costanza e la tenacia per superare le difficoltà.

«Che saggezza pretendere da una ragazza segnata dalla morte? Posso solo dire questo: alla fine ho imparato che l’acqua era in me. Un fantasma che non poteva essere esorcizzato. Ma di un ospite, anche se non invitato, ci si deve occupare. Gli si può preparare un letto. Gli si possono aprire le milgiori bottiglie di vino. Se si impara ad amare ciò che ci disprezza, ciò che ci atterrisce, si può tornare a danzare sulla spiaggia e giocare tra le onde, come quando si era giovani. Prima che l’oceano sia amico o nemico, semplicemente è. E così noi.»

Da Angharad di Angharad Myrddin

Nonostante questi aspetti emergano ben evidenti, la maturazione e lo sviluppo psicologico della protagonista in alcuni tratti risultano quasi frettolosi. Le atmosfere, seppur da brivido e godibilissime, rischiano di rubare spazio alla trama investigativa con il pericolo dietro l’angolo di incappare in qualche espediente narrativo alquanto facile. Rischia di risentirne anche la descrizione del world building estremamente promettente ma che rimane quasi solo accennata.

Insomma una lettura intrigante e dal potenziale molto alto, che rischia tuttavia di rimanere non completamente espresso e di lasciare con un po’ di insoddisfazione. Soprattutto per chi ci si approccia aspettandosi una storia d’amore enemies to lovers o una trama architettata a dovere.

Consigliato ai lettori a lume di candela, quelli che sognano di raccontarsi storie di fantasmi riscaldati dal tepore del caminetto di Villa Diodati con Byron e Mary Shelley, disposti a lasciarsi trasportare dalle atmosfere e dalla prosa, gli stessi che per questi motivi hanno apprezzato La vita invisibile di Addie Larue di V.E. Schwab o Mexican Gothic di Silvia Moreno Garcia.