A panda piace capirsi: Giacomo Bevilacqua e la salute mentale

È uscita a maggio l’ultima fatica a fumetti di Giacomo Bevilacqua. Si chiama A panda piace capirsi e per la prima volta il fumettista romano pubblica una graphic novel con la nuova casa editrice Gigaciao, fondata insieme insieme ai colleghi Sio (Simone Albrigi), Dado (Davide Caporali) e Fraffrog (Francesca Presentini) a fine 2022.

Un viaggio introspettivo in cui Panda si analizza alla ricerca del proprio equilibro interiore.

Una “piccola guida contro ansia, stress e pensieri intrusivi”

Come riportato in copertina, A panda piace capirsi si presenta come una “piccola guida contro ansia, stress e pensieri intrusivi“. Panda, che da sempre è l’alter ego dell’autore stesso, si trova questa volta alle prese con se stesso e le sue emozioni in maniera più introspettiva e personale. Non ci troviamo di fronte a una storia che ha un inizio e ha una fine, bensì alla personalissima ricerca del proprio benessere attraverso la comprensione dei processi neurologici che scatenano emozioni negative e che possono portare ad ansia, rabbia, negatività e depressione. Una graphic novel che affronta con lucidità e senza paura il tema della salute mentale, argomento al centro del dibattito soprattutto tra le generazioni più giovani.

Il libro non si pone (non vuole e non deve) come un’alternativa alla terapia ma rappresenta un primo step per capirsi meglio. Un plauso all’autore che sottolinea più volte questo aspetto, ricordando che il fumetto non si sostituisce all’aiuto di una figura professionale.

Non solo, nella graphic novel ci sono anche gli interventi del neuroscienziato ricercatore all’Università Sapienza di Roma Stefano Lasaponara e dell’osteopata Mattia Castrignano che danno ancora più spessore all’analisi proposta.

a panda piace capirsi

Perché parlare di salute mentale, a fumetti

In questo nuovo fumetto, Panda racconta attraverso la propria esperienza vissuta i fenomeni che in qualche modo l’hanno portato a soffrire di ansia. Ma fa uno sforzo in più: cerca di ricostruire tutti i meccanismi che nel tempo l’hanno portato a provare determinate emozioni per cercare poi di decostruirli. Spesso infatti ci sono dei comportamenti ormai automatizzati che sono l’inconsapevole causa che porta a vivere in maniere negativa determinate situazioni. Capire da dove nascono quei comportamenti può essere poi il punto di partenza per stroncarli, o semplicemente comprenderli al meglio. Perché non è detto che un’emozione sia necessariamente negativa (basti pensare alla rabbia) ma il modo in cui la si vive e la frequenza con cui si ripresenta, sì.

A panda piace… Capirsi non è una graphic novel di facile lettura, non si fa divorare in poche ore. Eppure è forse l’opera più matura e profonda che l’autore abbia mai scritto. Giacomo Bevilacqua mette a nudo le proprie fragilità di fronte ai lettori, senza vergogna. Sta proprio qui la complessità e la grandezza dell’opera: attraverso il racconto personale Panda regala una storia che in qualche modo potrebbe essere la storia di tutti.

È forse giunto il momento di togliere ogni tabù e ogni pregiudizio quando si parla di salute mentale. E se la strada è ancora lunga e i luoghi comuni da scardinare sono ancora moltissimi (quante volte ancora per qualcuno andare dallo psicologo è sinonimo di essere pazzo?) oggi se ne parla sempre di più. E si normalizza.

Un’opera azzardata, una scommessa vinta

L’ultima opera di Bevilacqua è, sotto certi punti di vista, un vero e proprio azzardo. Un rischio di uscire dal seminato di una storia parzialmente inventata su un sentiero impervio come quello del racconto delle proprie fragilità. Eppure a fine lettura sembra che A panda piace capirsi sia una scommessa vinta a tutti gli effetti.

All’inizio, forse anche per i lettori più avvezzi alla bibliografia del fumettista romano, la lettura può essere destabilizzante e richiede il gusto tempo per comprendere non solo il tema ma anche il mondo in cui viene raccontato. Ma una volta conclusa l’ultima pagina ci si sente arricchiti e in qualche modo si ha meno paura di conoscere ed essere se stessi.

Consigliatissimo.